Le Artificiose Macchine
Quando
non c'era l'elettricità e non erano ancora
stati inventati i motori a combustione interna e
la macchina a vapore, per far funzionare le macchine
e produrre lavoro, l'uomo poteva contare sull'energia
dei suoi muscoli e di quelli degli animali e su
quella che oggi è considerata la principale
"energia rinnovabile": l'energia cinetica
delle acque correnti.
Nel corso dei secoli, l'invenzione della ruota,
prima, e degli ingranaggi, dopo, hanno permesso
di mettere a punto dei meccanismi complessi capaci
di ottimizzare lo sfruttamento della forza muscolare
umana e degli animali nel compiere lavori e operazioni
altrimenti impossibili o troppo faticose.
Nonostante ciò, senza la potenza conferita
alle macchine dal moto idraulico, la qualità
della vita non sarebbe riuscita ad evolvere.
Il passaggio dall'energia muscolare all'energia
idraulica non è stato però facile
e ha richiesto un tempo lunghissimo, è solo
a partire dal IX?X secolo, e soprattutto nei secoli
successivi, che la ruota idraulica è diventata
elemento determinante. In realtà, per lungo
tempo, energia muscolare ed energia idraulica hanno
continuato a viaggiare appaiate; la mancanza d'acqua
impediva il funzionamento della ruota, erano ancora
i muscoli di uomini ed animali a provvedere alle
necessità dell'esistenza. Nell'uno e nell'altro
caso, l'ingegno umano si è sforzato di creare
macchine sempre più perfezionate, che nel
caso della ruota consentissero uno sfruttamento
più razionale dell'acqua, un rendimento più
elevato, un'applicazione estesa a sempre nuovi campi;
e caso dell'energia muscolare consentissero, a parità
di risultato, di ridurre la fatica necessaria. Proprio
questa sezione del museo dedicata alle artificiose
macchine, illustra la possibilità d'impiego
della forza motrice idraulica, proponendo una rassegna
di alcune macchine andanti ad acqua tratte da documenti
e trattati dal XV al XVIII secolo.