Ospiti illustri Canti e richiami
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Canti e richiami

Ad ogni primavera la natura Ŕ artefice di un fenomeno straordinario per complessitÓ ed intensitÓ; l'aria si riempie di note emesse da strumenti musicali molto complessi che danno vita ad un concerto in cui si possono udire frasi, melodie, stonature e suoni bizzarri.
I protagonisti sono gli uccelli che emettono svariati canti e richiami allo scopo di riprodursi, difendere il territorio e inviare altri tipi di segnali ai membri della stessa specie.
In questa sezione vengono proposti alcuni esempi di vocalizzazioni, prodotte da specie nidificanti in Casentino, che risultano facilmente udibili e indentificabili anche dai profani. Per godersi tutto il concentro Ŕ sufficiente, fra aprile e giugno, concentrarsi sui suoni che echeggiano nell'aria in qualunque ambiente (anche quello urbano); se si rimane concentrati i canti e i richiami arriveranno facilmente al nostro orecchio.


Clicca sull'icona accanto al nome del volatile per ascoltare il canto!



Ospiti illustri in Casentino


Il relitto: il Rampichino alpestre
(Certhia familiaris)

Nelle Foreste Casentinesi esiste una popolazione “relitta” di rampichino alpestre che è sopravvissuta dopo la fine dell’ultima glaciazione.Questo nucleo è rimasto isolato dalla ben più vasta popolazione che vive nelle Alpi ed è stato scoperto solo nel 1984; fino a quel momento se ne ignorava la presenza.

Il rampichino alpestre è un passeriforme appartenente alla famiglia Certhiidae; ha dimensioni molto piccole (13 cm di lunghezza becco-coda e con un peso di 6-10 g); deve il suo nome all’abitudine di arrampicarsi sugli alberi dove cerca cibo al di sotto della corteccia. Si muove lungo il fusto dal basso verso l’alto e nei rami più grandi, compiendo piccoli salti.
La coda ben sviluppata e dotata di timoniere rigide, lo aiuta durante le sue esplorazioni. La dieta di questo uccello si basa quasi esclusivamente di piccoli ragni e opilioni; realizza il suo nido nelle fessure della corteccia.

Il rampichino alpestre ha un piumaggio sul dorso perfettamente mimetico che rende difficile il suo avvistamento quando è fermo; le parti inferiori invece sono decisamente bianche e queste risaltano quando l’animale si muove nell’albero.
Nelle Foreste Casentinesi la specie frequenta quasi esclusivamente boschi maturi di abete bianco con alberi di notevoli dimensioni e poste sopra i 900 m di quota.

L’ospite di prestigio: il Piviere Tortolino
(Charadrius morinellus)

Sul crinale del Pratomagno, fra la fine di agosto e gli inizi di settembre, si possono incontrare ornitologi e birdwatchers che, armati di binocolo e macchina fotografica, sono alla ricerca di qualcosa di particolare.
Per pochi giorni all’anno è possibile infatti osservare un migratore molto speciale, il piviere tortolino.

Questa specie, nei suoi viaggi verso sud, sceglie spesso di fare una sosta in Casentino nell’unica area dove esistono ancora vaste praterie montane.
La presenza del piviere tortolino sul Pratomagno è un fatto molto importante visto che sono pochi i luoghi in Italia dove tale uccello può essere osservato durante la migrazione; questa specie è inoltre considerata una delle più rare fra quelle nidificanti nel nostro paese.

Nonostante appartenga ai cosiddetti limicoli (uccelli legati alle zone umide), il piviere tortolino non ha nulla a che fare con gli ambienti acquatici; nidifica infatti nelle praterie sommitali delle Alpi tra i 2.000-2.500 m di altitudine.
La vera peculiarità di questa specie è però un’altra: le femmine, a differenza di quanto accade in quasi tutti gli uccelli, presentano colori più sgargianti dei maschi ed hanno maggiori dimensioni. Vi è inoltre l’inversione dei ruoli sessuali e quindi sono le femmine che corteggiano i maschi lasciando poi a quest’ultimi il compito di covare le uova.


Un nuovo arrivo: il Picchio nero (Dryocopus martius)

Nel 2009 è avvenuto nella Foresta di Camaldoli un fatto importante dal punto di vista ornitologico; è stata accertata la presenza del picchio nero.
Questa specie è ampiamente diffusa nelle Alpi e localizzata in piccole popolazioni sull’Appennino centro meridionale; per i rilievi toscani si erano avute delle segnalazioni mai confermate inequivocabilmente.

La colonizzazione del nostro Appennino è frutto della graduale espansione della specie verso i settori prealpini. Le prime tracce di presenza in aree prossime al Casentino risalgono al 2000 quando sono stati osservati i tipici fori di alimentazione nella Foresta di Sasso Fratino; negli anni seguenti è stato confermato l’insediamento di almeno una coppia che ha trovato le idonee condizioni ambientali per nidificare.
A seguito dei fenomeni di dispersione dei giovani la specie ha ampliato il suo areale varcando così il crinale; nel 2004 si è avuta una prima segnalazione attendibile nella zona di Camaldoli.

Il picchio nero è il più grande fra i picidi europei; ha circa le dimensioni della cornacchia, con un’apertura alare vicina ai 70 cm. Popola le foreste mature di latifoglie e conifere ricche di alberi morti e di grandi dimensioni. E’ una specie schiva e diffidente; nidifica in cavità che scava nei tronchi degli alberi (il diametro può arrivare fino a 12 cm) e che usa per vari anni.
La dieta è basata soprattutto da insetti xilofagi. Le tracce dell’alimentazione sono fori larghi e profondi anche decine di cm con accumuli di schegge alla base dei tronchi. Le coppie sono monogame e territoriali; difendono il territorio con il tipico tambureggiamento che si distingue per la sua forza e intensità sonora e che può essere udito anche a grande distanza.



Itinerari a zonzo con il binocolo


Binocolo Gli ambienti del Casentino si prestano molto bene per praticare un’attività rilassante e stimolante universalmente nota come “Birdwatching”;
non è altro che andare in cerca degli uccelli in natura (armati di un binocolo) per osservare dal vivo le loro forme, i loro colori e i loro comportamenti.
Gli uccelli possono essere osservati ovunque basta saper guardare intorno con attenzione e muoversi senza fretta. Di seguito vengono proposti vari itinerari in ambienti dove risulta facile, anche ai meno esperti, scovare specie comuni nelle stagioni più propizie.




- Gli uccelli del fiume

Lungo l’Arno è possibile osservare molte specie acquatiche soprattutto nella stagione invernale; le più comuni sono il cormorano, l’airone cenerino, la garzetta, l’airone bianco maggiore, il gabbiano reale, il germano reale e la gallinella d’acqua.
Se si è fortunati fa la sua comparsa anche il martin pescatore.

Gli uccelli possono essere visti in volo, in acqua, sulle sponde e, molto spesso, anche posati sui rami degli alberi a ridosso del fiume. Muovendosi con l’auto si possono raggiungere vari posti dove scrutare il fiume; contrariamente a quanto ci si immagini, i tratti dove l’Arno attraversa i centri abitati sono molto utili allo scopo (soprattutto a Rassina, Corsalone e Ponte a Poppi).

Per chi vuole fare una passeggiata la soluzione può essere incamminarsi lungo la pista sterrata che costeggia il fiume, in sponda destra, e inizia dal ponte sulla strada fra il Corsalone e Terrossola; per circa 4 km (andata e ritorno) è possibile affacciarsi in più punti sull’Arno e attendere il passaggio degli uccelli.






- Gli uccelli delle praterie

L’area dove andare in cerca degli uccelli legati agli ambienti aperti di montagna è il crinale del Pratomagno; la stagione più interessante è sicuramente la primavera.
L’itinerario consigliato è quello che parte dal parcheggio sotto la Croce del Pratomagno; raggiunta la cima ci si può incamminare lungo il crinale verso sud e attraversare le più vaste superfici di prateria dell’intero massiccio montuoso.

In tale contesto è possibile incontrare la maggior parte delle specie tipiche delle praterie appenniniche; le più facili da osservare sono la tottavilla, l’allodola, il pispolone, il saltimpalo e il fanello. Se si è fortunati fanno la loro comparsa anche l’albanella minore, il falco pecchiaiolo, il calandro e il culbianco.







- Gli uccelli della campagna

La primavera è la stagione migliore per le passeggiate in campagna dedicate al birdwatching; laddove sopravvive il tradizionale paesaggio agricolo di collina (fatto di campi, pascoli, siepi e boschetti) si possono osservare molte specie interessanti.
Un’area ricca sotto tutti i punti di vista è quella intorno a Lierna dove può essere effettuato un itinerario ad anello di circa 4 km.

Scrutando con attenzione l’ambiente circostante ci si rende conto che molti uccelli amano mettersi in mostra sulla cima degli arbusti, sulle recinzioni e sui fili del telefono aiutandoci così nella loro identificazione; parliamo dell’averla piccola, dello strillozzo e del saltimpalo.
In volo possono essere osservati anche il picchio verde e l’upupa. Non è raro poi avvistare il gheppio che va in caccia di prede nei prati e nei coltivi.