Le Officine della Cultura
Provincia di Arezzo
Regione Toscana Casentino


Le Gualchiere


Un impiego "industriale" della ruota idraulica è stato quello della "follatura" o "gualcatura" dei tessuti di lana; si trattava di un procedimento a cui venivano sottoposti i panni di lana immergendoli in una soluzione di acqua, sapone e altri ingredienti e battendoli con un "follone" fino a provocarne l'infeltrimento per rendere il tessuto compatto e in parte impermeabile.
Gualchiere e mulini spesso convivevano nello stesso edificio, utilizzando le medesime strutture di captazione e derivazione delle acque. Il primo documento casentinese in cui si parla di gualchiere per "purgare e sodare" i panni, risale al 1349, ma certamente tali opifici erano presenti da tempi precedenti, ed i panni prodotti in Casentino si commerciavano a Firenze dagli inizi del '300. Gli opifici erano particolarmente concentrati lungo l'Arno, lo Staggia, il Solano e l'Archiano; a Strada in Casentino nel '400 e nel '500 erano operanti numerose gualchiere per sodare i panni lana, mentre un sistema di opifici lanieri operava a Pagliericcio fino alla fine dell '800. Numerosi furono gli opifici sorti lungo il corso del Solano che utilizzavano la portata costante dellìacqua ed erano attivi in ogni stagione dell'anno; una gualchiera nel Borgo di Stia, sul fiume Staggia, ed altri opifici utilizzavano l'acqua dello Scheggia e del Rifigliuzzo, mentre a Soci si trovavano le due gualchiere dei monaci camaldolesi.

 

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