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LA MAPPA DELLA COMUNITA’ DI RAGGIOLO
APPUNTI
SUL LAVORO SVOLTO
L'avvio del progetto
L’Ente promotore
del progetto della mappa di comunità è stato la Comunità Montana del
Casentino in accordo con l’Amministrazione Comunale di Ortignano
Raggiolo e l’associazione “La Brigata di Raggiolo”. L’occasione
concreta dell'avvio della proposta è stata offerta dal bando sui
CIRCOLI DI STUDIO promosso dalla Provincia di Arezzo, un bando che
eroga piccoli finanziamenti per approfondimenti gestiti da un gruppo
di interesse. E’ stata fatta una riunione preliminare per verificare
l’interesse ed in seguito è stata spedita una lettera di invito a
tutti i residenti del paese. La prima occasione di conoscenza delle
mappe di comunità mi stata offerta dal workshop organizzato dal
Laboratorio Ecomusei della Regione Piemonte in Valle Stura nel
maggio 2002. Ulteriori approfondimenti sono poi avvenuti nell’ambito
dell’Incontro Nazionale degli Ecomusei avvenuto a Biella
nell'ottobre 2003, nella sessione appositamente dedicata alle mappe
di comunità.
Perché abbiamo scelto di realizzare una mappa
Sono stati
diversi i motivi che ci hanno portato a sperimentare il progetto di
comunità. Innanzi tutti ci interessava conoscere e approfondire la
percezione che gli abitanti hanno del proprio contesto di vita, se
si muovono in un territorio a loro vicino o se i legami con i luoghi
si stanno sfilacciando. Poi volevamo adottare uno strumento che
fosse al contempo un “esercizio di partecipazione” e che potesse
produrre un risultato concreto per la comunità, visibile e
tangibile, utile.Non da ultimo ci era sembrato stimolante la
possibilità di confrontarsi con altri contesti condividendo con loro
strumenti e modalità di lavoro.
Il
gruppo di lavoro
Abbiamo
inviato una lettera d'invito per il primo incontro, sottolineando
che la partecipazione era aperta a tutti. Dal primo incontro in poi,
in cui si sono spiegate le motivazioni del progetto e le modalità di
lavoro, il gruppo di lavoro si è formato abbastanza spontaneamente,
attraverso il passaparola. Il numero medio dei partecipanti è stato
circa 15 persone, abbastanza alto se si pensa che il numero totale
dei residenti del paese nel periodo invernale circa 80. Nel periodo
estivo, periodo nel quale il paese di Raggiolo accresce il numero
dei suoi abitanti grazie ai Raggiolatti di ritorno al paese per le
vacanze e ai turisti, sono state raggiunte tuttavia anche punte
significative di 30-40 persone. Il coordinamento del progetto della
mappa, dei sui principali passaggi per la costruzione, del gruppo
di lavoro sono stati guidati da me, come responsabile dell'Ecomuseo
del Casentino, in collaborazione con “La Brigata di Raggiolo” che ha
appoggiato l’iniziativa sin dal suo nascere.Al percorso ha
partecipato, in qualità di consulente e osservatore,Donatella Murtas
8Ecomuseomdei Terrazzamanti CN). I contatti sono avvenuti nelle fasi
di impostazione del lavoro e sono proseguiti con alcuni momenti di
confronto nell'estate del 2004.Il luogo in cui si sono svolti gli
incontri è stato la “Sala dei Corsi”. Si tratta di uno spazio di
aggregazione nel centro del paese gestito dall’associazione La
Brigata di Raggiolo, direttamente coinvolta nelle attività dell’ecomuseo.
“La Sala dei Corsi”, oltre ad ospitare riunioni, piccoli convegni,
esposizioni temporanee è anche dotata di una postazione internet e
di una televisore ad uso per gli abitanti e dei visitatori dell’ecomuseo.
Organizzare
il progetto: modalità, tempi, costi
I primi incontri
del gruppo di lavoro sono avvenuti all'inizio del 2004 e il lavoro
si è protratto fino all'estate del 2005, momento in cui la mappa è
stata presentata alla comunità.La frequenza degli incontri è stata
variabile. Nelle prime fasi gli appuntamenti avvenivano circa ogni
15 giorni, poi gli incontri si sono diradati anche in funzione della
diversità delle varie fasi di realizzazione che possono essere
sinteticamente riassunte secondo lo schema seguente:
-creazione
gruppo di interesse (circolo di studio i luoghi ritrovati) – inizi
2004
-spedizione
lettera agli abitanti con invito e spiegazione del progetto
-avvio delle
riunioni con esplicitazione dei contenuti e delle finalita’
-utilizzo quadro
di unione catastale per mappare notizie e luoghi e definire i
“confini” della ricerca
-raccolta di
notizie sotto forma di confronti collettivi
-realizzazione
di disegni attraverso il coinvolgimento di alcuni giovani del paese
-raccolta
materiale iconografico
-in parallelo:
disegno della base con riferimenti principali partendo dalla
cartografia ufficiale
-acquisizione
elettronica della base e delle immagini
-composizione
del quadro di unione delle notizie raccolte
-presentazione
prima bozza – estate 2004
-nuovi incontri
per correzioni e rettifiche (settembre-novembre 2004)
-raccolta
ulteriore materiale iconografico e successivi confronti diretti con
particolari “portatori d’interesse”
-stampa e
presentazione della versione definitiva (agosto 2005)
-realizzazione
del cantiere della Diavolina con ripulitura del sentiero e recupero
della sorgente
La
costruzione dei contenuti della mappa ha richiesto tempo e
particolare attenzione. Errori, fraintendimenti o semplici
inesattezze non sono ammesse da chi disegna il proprio ambiente di
vita. L’entusiasmo dei primi incontri gradualmente si è affievolito
con l’andare del tempo e quindi si è dovuto ricorrere anche ad
incontri “ad personam” per la raccolte di alcune notizie. In questo
modo tuttavia, per alcuni contenuti è venuto meno il
“patteggiamento” ed il confronto delle informazioni che rappresenta
invece una componente importante.La realizzazione vera e propria
della mappa ha richiesto diversi mesi. E’ stato scelto di operare
attraverso la collaborazione di un grafico, particolarmente
disponibile, che sotto le mie indicazioni ha costruito un primo
quadro di riferimento su base elettronica, composto acquisendo i
vari materiali raccolti. Questa bozza di lavoro si è via via
arricchita con le informazioni e le integrazioni che emergevano da
incontri e confronti con i partecipanti tra cui anche – sorpresa
positiva – alcuni giovani che hanno contribuito anche realizando
alcuni disegni. Deve essere detto infatti che alla mappa hanno
partecipato sopratutto anziani, ma così è composta, in verità, la
popolazione residente di Raggiolo. Per questo motivo la mappa ha
quindi assunto per lo più una connotazione “virata” al passato.I
costi vivi dell’intera operazione sono stati assolutamente
contenuti: € 1.500 circa, di cui buona parte provenienti dalla
Provincia nell’ambito del circolo di studio. I costi della stampa
sono stati integrati dalla Comunità Montana, così come il mio
lavoro. Le copie delle mappe sono state invece consegnate alla
“Brigata di Raggiolo” che le ha messe in vendita al pubblico.C'è
stato un apprezzamento collettivo per il lavoro fatto, ad iniziare
da chi ha fattivamente collaborato, dagli abitanti a cui si sono
successivamente unite persone di altre strutture dell’ecomuseo e
colleghi.
Aspettative e ricadute
Le
aspettative dei partecipanti al percorso, per lo più anziani, sono
state sin dall’inizio principalmente autocelebrative. Da questo
punto di vista può essere affermato che la mappa abbia pienamente
risposto a tale obiettivo.Una ricaduta interessante, concreta, è
stata l’attivazione di un cantiere di recupero di una delle
emergenze locali evidenziate dalla mappa: la Fonte della Diavolina.
Il cantiere è a cura dell’associazione La Brigata di Raggiolo. In
questo modo la mappa ha evidenziato anche la sua capacità di
stimolare interessi e focalizzare attenzione per la salvaguardia di
“frammenti di identità”.Altri interventi sono in fase di
programmazione e si sta sviluppando l’idea di poter utilizzare la
mappa come una sorta di “quadro di unione” delle specificità locali,
una sorta di “piano disegnato” di programmazione delle attività di
tipo pluriennale dal quale procedere per interventi di
valorizzazione, recupero e conoscenza del patrimonio locale.
Per le mappe che verranno
Questa nostra
esperienza di mappa ci porta a dire che un elemento importante per
la stabilità del progetto deriva dalla possibilità e capacità di
costruire un gruppo di lavoro coeso in grado di portare avanti
l’operazione fino in fondo. Bisogna poi poter disporre di tempo che
permette alle idee di sedimentarsi, nonché di capire il senso
dell'iniziativa, di approfondire, di ritornare sui propri passi. E'
fondamentale che il “cantiere” sia lasciato aperto per molti
mesi.Il tempo generoso serve anche per condividere il più possibile
il lavoro finale di sintesi ed interpretazione delle informazioni.I
risultati positivi raggiunti con la mappa della comunità di Raggiolo
ci sostengono a continuare e nell’ambito dell’ecomuseo si sta
valutando la possibilità di avviare l’esperienza di mappe presso
altri contesti del nostro sistema. Naturalmente siamo disponibili a
condividere le nostre esperienze maturate sul campo anche con altri
gruppi esterni al Casentino.
Parole chiave
conoscere ed approfondire la percezione che gli abitanti hanno del
loro contesto di vita
confrontarsi con altri condividendo strumenti e modalità di lavoro
esercizio di partecipazione
risultato concreto per la comunità
“piano
disegnato” di programmazione delle attività

Per ulteriori informazioni:
Comunità Montana del Casentino-Servizio CRED – Centro Servizi Rete Ecomuseale
Via Roma 203Ponte a Poppi – ARtel. 0575 507272-75
ecomuseo@casentino.toscana.it
Ecomuseo della
Castagna-Comune di Ortignano Raggiolo tel. 0575 539214
La Brigata di
Raggiolo tel. 0575 514147
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