LA
BANCA DELLA MEMORIA
Presso
il Centro Risorse Educative e Didattiche della Comunità
Montana del Casentino è in corso da alcuni
anni una attività di documentazione audiovisiva,
che nei contenuti e nei metodi si avvicina alla
ricerca sul campo di tipo etno-antropologico. L’iniziativa
è nata con un progetto di educazione permanente
rivolto agli ultra-sessantacinquenni del comprensorio
con modalità tuttavia insolite. I ruoli sono
stati tuttavia invertiti: i discenti sono rappresentati
dagli operatori esterni e i docenti dagli stessi
anziani che, attraverso interviste e dimostrazioni
di antiche pratiche agro-silvo-pastorali, divengono
i protagonisti degli incontri con significativi
risvolti nel campo umano. La dimensione dell’ascolto
risveglia infatti percorsi di auto-stima e auto-gratificazione
del proprio percorso di vita da parte degli stessi
intervistati.
In questo senso, la finalità culturale e
scientifica della documentazione si sposa con quella
socio-pedagogica già nelle fasi e nelle metodologie
di rilevamento spesso coincidenti anche con momenti
di aggregazione, festa ed incontro inter-generazionale.
Gli incontri si sono moltiplicati negli anni ed
il materiale raccolto è stato sottoposto
ad operazioni di catalogazione ed archiviazione
all’interno de “La Banca della Memoria”,
l’archivio video digitale dedicato alla cultura
materiale e alle tradizioni popolari del Casentino.
Attualmente la struttura risulta ufficialmente inserita
nelle rete delle medieteche della regione Toscana.
Attualmente il materiale raccolto ammonta ad alcune
migliaia di ore con argomenti che spaziano dalle
attività manifatturiere e dalle pratiche
agro-silvo-pastorali in genere (legno, carbone,
pietra, lana, mulini…) alla gastronomia tradizionale
(preparazione di piatti tipici, particolari lavorazioni
alimentari…), dal patrimonio orale (canti
in ottava rima, aneddoti, storie di vita vissuta)
alle forme del folclore popolare ed alle pratiche
religiose tradizionali.
Una sezione particolare è inoltre rappresentata
dalle memoria della guerra (passaggio del fronte,
8 settembre) con particolare riferimento alle stragi
nazi-fasciste perpetrate nella provincia di Arezzo.
Se i contenuti raccolti rappresentano la specificità
e ne costituiscono le premesse per la “missione”
dell’archivio stesso, la sua efficacia e la
sua concreta valenza non potrà essere misurata,
tuttavia, solo nella quantità e neanche nella
qualità del materiale presente ma anche e
soprattutto nella sua effettiva fruibilità,
nella capacità di verifica e confronto dei
suoi contenuti a partire dal contesto che ne ha
motivato e ne ha prodotto la nascita.
E’ proprio nella necessità di “un
ritorno virtuoso” che sono stati compiuti
gli sforzi maggiori in questi ultimi anni. Sono
stati attivati diversi canali e sperimentati diverse
modalità di fruizione.
Lo strumento principale, a questo proposito, è
costituito dalla realizzazione di montaggi a carattere
tematico successivamente proposti in particolari
iniziative all’interno del Comprensorio, ad
iniziare dal paese che ha accolto il progetto di
ricerca e documentazione. Questo evento si configura
come un’occasione di confronto e di verifica
e contemporaneamente rappresenta un momento di stimolo
da cui ripartire per nuovi progetti e nuove ipotesi
di lavoro.
Altro momento significativo è costituito
dalla promozione di attività didattiche,
intorno ai contenuti dell’archivio, con realizzazione
di prodotti multimediali (ipertesti, video…).
Le scuole in particolare hanno rappresentato spesso
non solo i fruitori dell’archivio ma anche
gli stessi soggetti proponenti.
Altra modalità di fruizione dell’archivio
si sostanzia nella sua valenza di “serbatoio
attivo” da cui attingere preziose informazioni,
anche nei processi di valorizzazione e promozione
delle tipicità del territorio. I documenti
filmati relativi a particolari processi lavorativi
(legno, pietra, lana…) o a significative filiere
alimentari (castagna, maiale…), rappresentano,
infatti, uno strumento utile anche all’interno
di progetti di divulgazione e promozione turistica.
In corrispondenza del Museo del Carbonaio di Cetica
è attiva “La Banca della Memoria di
Porto Franco - Giuseppe Baldini” in cui è
possibile fruire di alcuni montaggi riferiti a testimonianze
e tradizioni locali
Altre “Banche Tematiche” sono in corso
di realizzazione in corrispondenza di altri siti
ecomuseali, quali: Raggiolo sul tema della castagna,
Chitignano, sul tema del contrabbando.
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