Le Officine della Cultura
Provincia di Arezzo








Regione Toscana Casentino


Informazioni e Servizi

Comunità Montana del Casentino - servizio CRED
(Centro Risorse Educative e didattiche)
Centro Servizi e Coordinamento rete museale
Via Roma 203, Ponte a Poppi (AR)
Tel.0575/507272-77
fax 0575/507230
E-mail:ecomuseo@casentino.toscana.it

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L’Ecomuseo del Casentino, promosso dalla Comunità Montana del Casentino, è ubicato nella prima Valle dell’Arno, in Provincia di Arezzo e interessa tutti i tredici i comuni del Comprensorio.L’iniziativa è nata alla fine degli anni Novanta su iniziativa della Comunità Montana con finanziamenti comunitari (LEADER 2 E LEADER PLUS) ed il coinvolgimento diretto di alcune amministrazioni comunali.

L’architettura generale del progetto con l’articolazione in sistemi e poli museali, che ritroviamo presso altre esperienze nella Regione, rappresenta una sorta di “modello toscano” nella definizione di sistemi museali a scala locale.

L’Ecomuseo del Casentino, nella sua concezione originaria, è stato strutturato in sei sistemi (archeologico, civiltà castellana, acqua, bosco, agro pastorale, manifatturiero), macrotematiche attraverso le quali è possibile ripercorre la dinamica del rapporto uomo-ambiente nel tempo e nello spazio. Ogni sistema si articola attraverso una serie di “antenne” tematiche con specifici ruoli e caratteristiche che suggeriscono anche tempi, spazi e modalità di fruizione diversificate.

Attualmente si sta abbandonando tale chiave di lettura tematica in favore di una interpretazione focalizzata sulle differenze tipologiche che nel corso degli ultimi anni di gestione si sono andate delineando (musei, poli didattici, collezioni, ecomusei…)

 Raccogliere, documentare, conservare, interpretare, mettere a confronto, comunicare, educare, sono alcune delle funzioni esplicitate dalle strutture tutte concorrenti, tuttavia, al raggiungimento della medesima missione: la tutela e la salvaguardia del patrimonio territoriale nelle sue componenti ambientali, storico-culturali, produttive etnografiche.

L’Ecomuseo, concepito come “specchio” del passato e “cantiere” per il futuro, è un processo dinamico in stretta relazione con la comunità locale, e quindi suscettibile di accrescimenti e anche di sostanziali modifiche. La definizione di nuovi progetti ed iniziative, alcuni dei quali in corso, e soprattutto la partecipazione di nuovi soggetti al progetto, infatti, portano con se trasformazioni ed occasioni di  reinterpretazione  della rete (cfr. Museo evolutivo, De Varine in Nuova Museologia).Quando parliamo di ecomuseo, non vogliamo riferirci ad una concretizzazione fisica, ad un allestimento (in cui la dimensione ostensiva viene necessariamente mortificata spesso dalla stessa limitatezza dei contenitori) ma piuttosto alla nascita e lo sviluppo di un processo che vede necessariamente il coinvolgimento di una serie di attori diversi: gli enti locali, l’associazionismo, gli istituti di ricerca, le realtà economiche, la scuola. Il termine usato per esprimere la totalità di questi soggetti è quasi sempre quello di comunità, che non vuole tuttavia richiamare una realtà pacificata e unanimemente concorde, quanto un universo complesso di persone che a diverso titolo e con diversi ruoli hanno “interesse a partecipare” al progetto.

La dimensione più autentica dell’ecomuseo sta proprio in questo rapporto tra livelli ed interessi diversi, nel riuscire a mettere in relazione ambiti e soggetti che altrimenti probabilmente non lo sarebbero (relativamente a determinate tematiche). La mediazione, la prefigurazione, la definizione di ipotesi sperimentali, rappresentano alcune delle attività messe in atto dal servizio CRED della Comunità Montana del Casentino, che dal 2004 ha assunto il ruolo di Centro Servizi e coordinamento della rete ecomuseale.

La dinamica tra accentramento e decentramento di attività e funzioni, rappresenta un’altra tendenza in atto all’interno percorso dove la necessità di concentrare alcune funzioni a livello di sistema (didattica, ricerca, documentazione, promozione), non può e non deve, tuttavia, sostituirsi ai percorsi intrapresi dalle singole realtà. A questo proposito è stato messo a punto un comitato consultivo, formato da tutti i soggetti coinvolti (comuni, associazioni, Comunità Montana, Provincia) con lo scopo di discutere ed approvare le linee generali di gestione e sviluppo alla luce anche delle esigenze dei vari “nodi” della rete.

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La realizzazione e lo sviluppo del progetto Ecomuseo del Casentino possono essere distinti in due momenti:

Prima Fase - Ideazione, progetto di fattibilità e realizzazione degli allestimenti

La costruzione del progetto ha interessato la seconda metà degli anni Novanta con finanziamenti provenienti dalla Comunità Montana, dai Comuni e dalla Comunità Europea (Iniziativa Leader II).

Questa prima fase è stata coordinata dalla Prof.ssa Giuseppina Carla Romby della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze con l’ausilio di un comitato scientifico composto da:

  • Giovanni Cherubini (storia medievale)
  • Ivo Bigianti (beni storici e archeologia medievale)
  • Mara Rengo (beni demo etno-antropologici)
  • Mariella Morbidelli – Andrea Rossi (attività educative)

In funzione delle ricerche attivate sul territorio, il progetto si è articolato in sei sistemi:

• SISTEMA DELLA CIVILTA’ CASTELLANA
• SISTEMA DEL BOSCO
• SISTEMA DELL’ACQUA
• SISTEMA MANIFATTURIERO
• SISTEMA AGRICOLO-PASTORALE
• SISTEMA DELL’ARCHEOLOGIA

Nel corso di circa quattro anni sono stati realizzati i seguenti musei:

-Museo della musica, Talla
(ricerche Mario Sperenzi)

-Museo della castagna, Raggiolo- Ortignano Raggiolo
(ricerche Andrea Barlucchi, Roberta Giovannuzzi, Patrizia Tenti, La Brigata di Raggiolo)

-Museo della Polvere da Sparo e del Contrabbando, Chitignano
(ricerche Ivo Biagianti)

-Museo della casa Contadina, Loc. Castelnuovo - Subbiano
(Ricerche Mara Rengo)

-Museo della civiltà castellana, Castel San Niccolò
(Ricerche Giovanni Cherubini, Patrizia Freschi, Carla Romby)

-Museo dell’Acqua, Loc. La Nussa - Capolona
(Ricerche Patrizia Freschi, Carla Romby, Andrea Rossi)

- Museo Archeologico del Casentino, Partina
(Ricerche Gruppo Archeologico del Casentino, Luca Fedeli, Bianca Maria Aranguren, Luca Cappuccini)

-Museo del Carbonaio, Cetica – Castel San Niccolò
(ricerche Andrea Rossi e Pro Loco “I Tre Confini”)

- Museo del Bosco e della montagna, Stia
(ricerche Moreno Massaini, Andrea Rossi)

-Centro di Documentazione di Storia Locale “G.Gualberto Goretti Miniati”, Poppi
(Ricerche Patrizia Freschi e Maria Giannini)

In questa prima fase sono stati realizzati anche alcuni materiali a stampa di carattere divulgativo:

 (A) Guide tematiche riferite ad alcuni musei

  • Guida al Museo della musica
  • Guida al Museo della castagna
  • Guida al Museo della Polvere da Sparo e del Contrabbando
  • Guida al Museo della casa Contadina
  • Guida al Museo della civiltà castellana
  • Guida al Museo dell’Acqua
  • Guida al Museo del Carbonaio
  • Guida al Centro di Documentazione di Storia Locale “G.Gualberto Goretti Miniati

Con il coordinamento generale di Giuseppina Carla Romby e il progetto editoriale ed il coordinamento di Patrizia Freschi.

N.B. I contenuti delle guide sono stati recuperati per la realizzazione delle stesse pagine di approfondimento sui singoli musei, contenute in questo sito.

 (B) Quaderni didattici

  • L’albero del pane- Il quaderno didattico sulla castagna
  • Viaggio intorno all’acqua – Il quaderno didattico sull’acqua
  • Di castello in castello – Il quaderno didattico sulla civiltà castellana
  • Sul filo di lana – Il quaderno didattico sull’attività laniera

A cura di Andrea Rossi con la consulenza di Mariella Morbidelli

  • Acqua et Sacra- il simbolismo delle acque nel Basso Casentino

A cura di Monica Baccianella

 

(C) Pubblicazioni

  • Gruppo Archeologico Casentinese-Profilo di una valle attraverso l’archeologia, Stia 1999
  • Guida ai prodotti agroalimentari del Casentino

 Seconda Fase – Gestione con revisione e ampliamento del progetto

Dal maggio 2002, la gestione del progetto è passata al servizio CRED (Centro Risorse educative e Didattiche) della Comunità Montana che ha avviato un percorso di revisione e sviluppo del progetto stesso arrivando alla costruzione di strumenti ed organi di gestione:

  • Statuto e Regolamento della rete ecomuseale
  • Comitato consultivo (costituito da tutti i soggetti coinvolti dal progetto)
  • Comitato Scientifico
  • Centro servizi e coordinatore

     


     Terza fase – Ingresso di nuove strutture nella rete

 

SISTEMA
ACQUA
SISTEMA
BOSCO
SISTEMA AGRO PASTORALE
CIVILTA'
CASTELLANA
SISTEMA
ARCHEOLOGIA
SISTEMA
MANIFATTURIERO








 

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