Le Officine della Cultura
Provincia di Arezzo








   

 

LA TEATRALITÁ DI TRADIZIONE POPOLARE NELLE OCCASIONI RITUALI IN CASENTINO TRA PASSATO E FUTURO

Uno degli aspetti del patrimonio culturale locale a rischio di scomparsa definitiva č rappresentato dai beni immateriali, i cosiddetti beni volatili (quali canti, musiche aneddoti, leggende, forme di ritualitā collettiva…) tramandati oralmente per i quali č dunque prioritario un percorso di documentazione e studio come strumento utile ai processi di ripratica e rifunzionalizzazione delle stesse forme tradizionali da parte delle comunitā. Le genti del Casentino conservano ancora in memoria o addirittura ancora in funzione, alcune modalitā di teatralitā popolare di particolare interesse antropologico: le tradizioni del maggio-serenata e di questua (Vallesanta, Badia Prataglia), questue itineranti drammatizzate per il ciclo invernale per il periodo dell’epifania (Cetica, Montemignaio), forme di drammatizzazione per il periodo di Carnevale, quali bruscelli (Casalino, Moggiona). Con il presente progetto si intende avviare un percorso di ricerca e valorizzazione avvalendosi della collaborazione dell’associazione “La Leggera”, giā coinvolta in passato per percorsi sui temi del canto e della musica da ballo tradizionale. Il gruppo si attiverā non solo per operazioni di indagine e la raccolta di documentazione ma anche per le attivitā di supporto, affiancamento e consulenza alle comunitā locali intenzionate a riattivare o proseguire forme di teatralitā popolare.

 

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