Le Officine della Cultura
Provincia di Arezzo








Regione Toscana Casentino


I Mulini ad acqua


L'uso dell'energia idraulica per mettere in moto "ruote ad acqua" che potevano azionare macine, magli ed altri meccanismi semplici destinati alla trasformazione e lavorazione dei prodotti, risale ad epoche molto antiche, ma la effettiva diffusione di tali strutture si fa risalire al periodo medievale.
Il mulino ad acqua è stato per lunghissimo arco di tempo, una struttura di vitale importanza per le popolazioni di campagne e città; di piccole dimensioni, posto in vicinanza di fiumi, rii e torrenti, di cui captava le acque, macinava grano, cereali, mais, castagne, adattandosi alla produzione delle diverse aree e assicurando le risorse alimentari alle popolazioni che ne usufruivano. Si possono distinguere due tipi fondamentali di mulini, a seconda della posizione della ruota idraulica che li azionava; il mulino orizzontale, detto a "ritrecine", con ruota motrice orizzontale, adatta a sfruttare portate d'acqua limitate, proprie dei regimi idraulici torrentizi, e il mulino "verticale", con ruota motrice verticale mossa dalla caduta dell'acqua, presente sui corsi d'acqua a portata costante e copiosa. Nelle campagne toscane e in Casentino, stante il regime torrentizio dei diversi corsi d'acqua, si è sempre preferito il mulino "a ritrecine" co ruota orizzontale formata da 14,16 pale a cucchiaio realizzate in legno di quercia e saldate ad un albero verticale in grado di trasmettere il moto alle macine di pietra poste superiormente. I mulini casentinesi erano prevalentemente utilizzati per la macinazione delle castagne prodotte dai boschi della valle.

 

SCARICA IL DEPLIANT DEI MULINI AD ACQUA

 

Il sistema Acqua | Il museo dell'Acqua | Galleria fotografica | Avanti

 

SISTEMA
ACQUA
SISTEMA
BOSCO
SISTEMA AGRO PASTORALE
CIVILTA'
CASTELLANA
SISTEMA
ARCHEOLOGIA
SISTEMA
MANIFATTURIERO








 

Torna alla homepage