Regione Toscana Casentino

La lavorazione del latte

Anche la lavorazione del formaggio, come la maggior parte delle pratiche agro-pastorali, è stata condotta per secoli ricorrendo a strumenti e procedimenti di lavorazione pressoché invariati dal periodo medievale. In alcune località del Casentino (Pratomagno, Vallesanta), accanto ad una produzione di carattere semi-industriale, sopravvive ancora la lavorazione del formaggio eseguita con metodi tradizionali.
Ripercorriamo rapidamente le principali fasi: la prima operazione è rappresentata dalla mungitura effettuata solitamente all'alba. Una volta raccolto il latte all'interno delle secchie, si passa alla colatura e al travaso all'interno della caldaia, un contenitore in rame con l'interno stagnato. Posizionato quest'ultimo sul fuoco, si procede ad un rapido riscaldamento del liquido. A questo punto viene aggiunto il caglio o presame, una particolare sostanza coagulante ricavata solitamente dallo stomaco degli agnelli ancora lattanti.
I compilatori del Calendario Casentinese del 1840 commentano tuttavia che …per ciò che riguarda il presame noi vediamo con soddisfazione, in molti luoghi della nostra comune sostituiti i flosculi del Cynara cardunculus, carboncello o carciofo selvatico, al caglio animale che si solea trarre dal latte inforzato nei ventricini di capretto o d'agnello… da cui trae il formaggio uno spiacevole odore e un sapore piccante…
Il caglio animale rimarrà tuttavia quello più utilizzato in considerazione anche della difficoltà di reperimento del carboncello che come aggiungono i filantropi ottocenteschi… non può allignare nelle regioni più alpestri.
Una volta rappreso, si ha il primo prodotto del latte, il raviggiolo, una sostanza dalla consistenza gelatinosa.Se non asportata per la consumazione, la massa viene rotta per mezzo di una rompitoia o frulla, un caratteristico bastone con pioli in legno, e ridotta nuovamente in liquido. A questo punto il pastore con l'aiuto delle mani raccoglie nuovamente il coagulo che si forma nella caldaia e lo posiziona sulle cascine, manufatti in legno di faggio tenuti stretti per mezzo di una corda, dove il latte viene sottoposto a pigiatura e dove assume la caratteristica forma circolare. Il liquido che fuoriesce viene raccolto e messo nuovamente nella caldaia fino all'ebollizione, in conseguenza della quale si ha la formazione della ricotta.


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