Regione Toscana Casentino

I percorsi della transumanza delle graggi

Un aiuto considerevole, per l'identificazione delle vie della transumanza all'interno del Casentino, ci viene offerto dallo studio della toponomastica locale che in alcuni nomi di località conserva evidenti connessioni con il passaggio degli ovini.
I toponimi più significativi, a questo proposito, sono rappresentati da quelli derivati da "Calles", che già nel mondo romano designavano le vie di migrazione stagionale delle greggi e che nel periodo medievale rappresentavano i luoghi presso i quali veniva effettuata la conta delle pecore prima o durante il viaggio.
Possiamo in ogni caso distinguere alcune direttrici di spostamento trasversale che hanno interessato il Casentino in direzione Est-Ovest.

Un primo percorso, quello più a Nord della Valle, doveva servire i comuni di Stia, Pratovecchio, Montemignaio e Castel San Niccolò. Possiamo tracciare una direttrice ideale che Dal Passo della Calla, scendeva nel fondovalle per passare poi la Catena del Pratomagno o attraverso il Valico della Consuma o per mezzo di percorsi secondari che da Pagliericcio e Cetica giungevano fino al Varco di Reggello. Esistono lungo la Valle del Solano alcune località dai nomi significativi quali: Calimara, Callemala, Callagnolo che sembrano confermare questa ipotesi. Un altro nome appartenente al medesimo gruppo, lo ritroviamo poco più a monte di Monemignaio, si tratta del Torrente Calle. In prossimità di questo corso d'acqua, già dal XV secolo esisteva un tabernacolo dedicato alla Madonna, trasformato poi in oratorio, grazie alle donazioni dei viandanti. La Madonna delle Calle ,costruita lungo la mulattiera che saliva verso la Consuma, rappresentava probabilmente un momento di conforto e di buon augurio per i pastori che sostavano per effettuare la conta delle pecore prima del viaggio.
Un secondo percorso, intermedio rispetto alla Valle, probabilmente usato dai pastori dei territori di Poppi, Bibbiena e Ortignano Raggiolo, proveniente dal Passo di Serra attraverso la Valle del Corsalone, doveva salire parallelo al Torrente Teggina per varcare il Pratomagno in corrispondenza del Varco di Castelfranco.
La sosta per le greggi in questo caso doveva avvenire nei pressi di Raggiolo o Calletta.
In quest'ultima località, già dalla metà del XV secolo, esisteva un oratorio dedicato alla Vergine dove fino a qualche decennio fa era celebrata la Festa della Madonna nel mese di Settembre, in corrispondenza delle partenze dei pastori transumanti.
Un terzo percorso, quello più a Sud, percorso probabilmente dalle greggi delle comunità di Chiusi della Verna, Chitignano e Talla, scendeva dal Passo dello Spino, effettuava una prima tappa nei pressi di Pontenano o Capraia, prima di passare nel Valdarno attraverso il Passo della Crocina.
Questo percorso coincideva sostanzialmente con quello della Via Abversa, una strada che con tutta probabilità già dal periodo romano congiungeva la Via Maior Casentinese con La Cassia Vetus passante nel Valdarno.

Un discorso a parte riguarda la transumanza diretta in Val di Chiana, effettuata in tempi più recenti, per la quale veniva utilizzata sostanzialmente la viabilità di fondovalle parallela all'Arno. Giunti ad Arezzo, si procedeva costeggiando il Canale Maestro della Chiana fino a Foiano e Torrita di Siena.


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