Regione Toscana Casentino

La Camera

"Fate la nanna possiate dormire,
il letto vi sia fatto di viole e le lenzuola di broccato fine, la coltrice di penne di pavone".

Normalmente posta al piano superiore la camera da letto si compone di suppellettili essenziali: un saccone di foglie di granoturco come materasso, poggiato su cavalletti di ferro e ricoperto dal "cultrone", un armadio, un cassettone, il "prete" o "trabicchelo" con la "cecia" per scaldare il letto, qualche modesto accessorio, una cassapanca con la biancheria del corredo tessuta sul telaio domestico e cucita ed ornata con qualche ricamo. Gli abiti nuovi si comprano di rado, la biancheria rattoppata testimonia un'economia povera che costringe a risparmiare su tutto; anche il cappotto militare viene conservato, per quell'abitudine radicata di riutilizzare ogni oggetto fino al suo completo disfacimento. Tale aspetto è visibile pure negli "zoccoli", dove le tomaie recuperate da vecchie scarpe sono rinchiodate sul legno dallo stesso contadino. Un proverbio casentinese riassume efficacemente quest'aspetto del risparmio che oggi può apparirci esasperato: "Attaccarsi agli zoccoli scompagnati" indica lo stare attaccato alle piccole cose per l'impossibilità di sostenere spese non proprio indispensabili. Gli oggetti disposti nella camera da letto evocano le vicende personali più intime della famiglia ed i più importanti riti di passaggio dell'esistenza: il matrimonio, le nascite, la malattia, la morte. La sterilità della coppia è il male peggiore che possa capitare, per curarla sono in uso riti collegati alle acque, e l'impiego di erbe ed unguenti; capacità miracolose vengono attribuite alle foglie di fico, poste sotto i cuscini ed usate per i decotti. Alle pratiche magiche si affianca il culto per le figure protettrici della religione cattolica, quale la Madonna ed altre Sante. Del sincretismo che lega la magia con la religiosità popolare è un esempio l'uso di far indossare al neonato un "breve", sacchettino di stoffa contenete l'effige di un santo, un orazione, una reliquia unitamente ad un braccialetto, un cornetto di corallo contro il malocchio. Anche le malattie vengono spesso curate con pratiche magico-religiose, tra le terapie tradizionali la cura dello "sforzo", una pratico diagnostico-terapeutica che consiste nel misurare il supposto "abbassamento" dello stomaco del paziente mediante l'uso di un nastro. Nella camera da letto la morte viene ricordata attraverso le fotografie degli estinti, e da alcuni oggetti simbolici, un velo nero, la corona del rosario.


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