La
Stalla
"Bovi bovi dove andate che le porte son
serrate?
Son serrate a chiavistello con la punta di cortello".
La
stalla che ospita bovini e qualche equino si trova
al piano terra, normalmente sotto l'abitazione;
in tal modo il calore emanato nel locale dagli stessi
animali può riscaldare le stanze superiori.
Il bestiame costituisce un patrimonio importante
per l'economia contadina e pertanto va tutelato.
Al di sopra della porta d'ingresso vi è l'usanza
di apporre un'immagine di Sant'Antonio Abate, patrono
degli animali; per rafforzare la protezione sono
talvolta aggiunte palme pasquali o delle "carline",
piante alle cui foglie spinose vengono attribuite
magiche capacità di allontanare streghe e
malocchio. Il contadino "governa" le bestie
preparando le lettiere, pulendole ed assistendole
nelle malattie e nel momento del parto; i bovini
prestano la loro forza per le operazioni agricole
più faticose, nella trazione di carri, aratri,
erpici e tregge; a tal fine è applicato sul
loro collo il giogo provvisto nel punto mediano
di un anello ("chiòvolo") nel quale
passa la stanga del mezzo da trainare, gli attacchi
laterali ("sottogole") vengono fatti pendere
dal giogo mediante corde infilate nei fori passanti.
Per impedire ai bovini di soffermarsi a mangiare
tralci di vite durante il passaggio tra i filari,
si mette la "musarola" in rete di ferro
a maglie larghe. Allo scopo di preservare gli zoccoli
del bestiame equino e bovino vi si applicano degli
appositi ferri. Il passaggio alla trazione meccanica
ha portato al disuso del "travaglio",
una struttura di legno nella quale il bovino veniva
immobilizzato mediante un'imbracatura per essere
ferrato dal maniscalco. Adiacente alla stalla si
può trovare la stanza del segato dove sono
custoditi gli attrezzi per il taglio del fieno (falci,
faIcetti, incudini e martelli per affilare, trinciaforaggio)
e per il trasporto a mano (cestoni).
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