Ghitignano
"Vi
era [in Casentino] la contea di Chitignano dei conti
Ubertini che pretendevano di essere indipendenti
come contea imperiale, e siccome erano nel mezzo
al territorio toscano ed inquietavano molto, in
specie in materia di sale e tabacco, fu trattato
con i medesimi per la compra e rinunzia di quei
privilegi, i quali furono barattati con tante commende
e fu abolito affatto il feudo e sua giurisdizione
nel 14 gennaio 1780" da Pietro Leopoldo, Relazioni
sul governo della Toscana, 1790.
"Chitignano risiede sul fianco occidentale
dell'Alpe di Catenaia, in uno dei contrafforti che
si staccano dal Monteforesto alla sinistra del torrente
Rassina, e in mezzo ad un'angusta, ma amena valle.
Dalla parte opposta, a destra del torrente e a breve
distanza, si vedono le due parrocchie o villaggi
di Rosina e di Taena, situati sul pendio di un poggio
il cui dorso sembra come selciato di massi"
con queste parole Carlo Beni descrive Chitignano
nella sua Guida del Casentino del 1881.
L'abitato attuale è caratterizzato da un
insieme di piccoli agglomerati e case sparse divise
in piccoli nuclei adagiati sulle coste della montagna,
in posizione dominante il torrente Rassina.
Ubicato in posizione baricentrica all' interno della
valle, lungo la riva sinistra dell'Arno, ad una
quota inferiore rispetto all'abitato moderno, si
trova il castello di Chitignano che da sempre ha
rivestito un ruolo di primo piano nell'assetto fortificato
casentinese. Il castello, un tempo residenza dei
conti Ubertini, è documentato dal X secolo:
da un privilegio del 967 di Ottone 1 si apprende
che l'antico Clotinianum faceva parte del feudo
di Chiusi nell'Appennino della Verna. Di proprietà
dei Conti di Chiusi, nel 1261 sedimento dei vescovi
di Arezzo appartenenti alla famiglia Umbertini;
passato ai Tarlati nel 1325, tornò agli Ubertini
a cui restò fino al 1779, anno in cui fu
soppressa la contea di Chitignano. Quindi per quasi
quattro secoli l'intera zona, di rilevante importanza
strategica, rimase ininterottamente sotto il dominio
della potente casata che lo possedeva. Ciò
ha permesso il quasi completo mantenimento di questa
fortificazione che rivela, nelle sue strutture,
le stratificazioni succedutesi nell'arco di quattro
secoli.
Chitignano e conosciuta sue sorgenti d'acqua minerale
di natura ferruginosa sulfurea: note fin dall' l'antichità,
le loro qualità furono descritte nella prima
metà del Seicento dal conte Pier Francesco
Umbertini.