Una storia di contrabbandieri
Polvere
pirica e tabacco: questi erano i due "prodotti"
che venivano lavorati e poi contrabbandati a Chitignano.
Tale realtà risulta comprensibile solo se
inserita in un panorama più ampio fatto di
situazioni analoghe che creavano un mercato di scambio;
infatti il tabacco non viene coltivato in zone di
montagna, e a Chitignano in realtà si ricercava
il tabacco per poi lavorarlo e vendere il prodotto
finito. Il tabacco liberamente coltivato costituì,
nei periodo che va dal 1789, anno in cui ne fu concessa
la coltivazione, al 1830, anno in cui se ne faceva
divieto, una voce importante nell'economia di Chitignano;
dopo questa data il contrabbando sicuramente aumentò,
e si mantenne anche con il ripristino della coltivazione
avvenuta dopo l'Unità d'Italia. A differenza
del tabacco, la fabbricazione della polvere pirica
si configurò fin da subito come lavorazione
effettuata anche su scala industriale, dotata di
licenze ed autorizzazioni. Ma accanto alle lavorazioni
ufficiali, esisteva una vasta gamma di manipolazioni
clandestine, documentate dai numerosi mortai in
pietra, i "pilIi", disseminati lungo le
pendici dei monti, o in prossimità di corsi
d'acqua, spesso in luoghi inaccessibili.