Regione Toscana Casentino


La cottura


La conduzione della cottura in una carbonaia è certamente l'operazione più complessa e difficile del lavoro dei carbonai.
Mettere "foco" è il compito pressoché esclusivo del più esperto della compagnia; munito di una scala a pioli, il carbonaio sale fino alla sommità della carbonaia e da qui getta all'interno del camino piccoli pezzi di legno, "ruozzi", precedentemente accesi, per poi procedere alla chiusura del camino stesso per mezzo di una grossa zolla o di un coperchio di latta.
La fiamma interna viene alimentata e guidata all'esterno dal carbonaio per mezzo di un palo, il "fumaiolo", praticando piccoli fori nella terra. Nei successivi 5-7 giorni, a seconda della grandezza, si deve alimentare la carbonaia con nuovi pezzi di legno, gettati nella bocca del camino e attizzati per mezzo di un lungo palo fino a cottura terminata. Questa operazione viene detta "rimboccatura".
Le frequenti "riboccature", una ogni 8-12 ore, si rendono necessarie perché il camino deve rimanere sempre pieno per almeno due giorni, perché si deve compensare la diminuzione di volume conseguente la combustione. Le "riboccature" venivano eseguite di solito al mattino e come ultima operazione della sera, dopo ognuna di esse il camino veniva richiuso. Quando la carbonizzazione era ben avviata in tutta la parte superiore della carbonaia, il camino veniva chiuso definitivamente. Sarà proprio la carbonaia, attraverso segnali precisi, opportunamente decifrati dal carbonaio, a comunicare l'avvenuta cottura della legna: il colore del fumo diviene infatti bianco-azzurrognolo, il crepitio della legna quasi metallico ed il profumo emanato dalla legna bruciata più intenso.
Frequente e molto pericoloso è il caso di combustione eccessiva provocata dal vento. Per ovviare a questo problema il carbonaio mette in opera strutture realizzate con frasche e rami dette "paravente", che hanno il compito di riparare la carbonaia in caso di vento eccessivo.
Non sempre tuttavia la cottura andava a buon fine; in alcuni casi, per errate condizioni o inesperienza, la combustione non si svolgeva in maniera adeguata e tutto si risolveva in tizzi e cenere.

 

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