La carbonaia
Dopo
aver realizzato la "piazza", il carbonaio
ne segna il centro con un pezzo di legno, lo "zeppo",
e procede così per mezzo di un palo, al tracciamento
della circonferenza presunta della carbonaia.
Per mezzo di un particolare strumento di legno,
il "cavallo", si trasporta la legna destinata
alla cottura nei pressi della "piazza"
distribuendola a raggiera seguendo il cerchio segnato
in precedenza. A questo punto il carbonaio inizia
la struttura di avvio della carbonaia, partendo
"a triangolare" o "a rocchina"
a seconda che vengano utilizzati tre o quattro legni.
Nel sistema "a rocchina", che può
avere anche una variante, detta "a castellina",
realizzata sovrapponendo legni contorti, i pezzi
vengono posizionati a due a due, gli uni sugli altri,
in maniera tale che i legni dei due livelli risultino
perpendicolari. Intorno a questo elemento centrale,
lasciato vuoto, che va a costituire il camino della
carbonaia, si inizia "a involgere", posizionando
i legni in maniera circocentrica. L'operazione era
detta "volgitura" per l'effetto avvolgente
del movimento a spirale compiuto dal carbonaio nel
disporre la legna intorno al nucleo circolare che
via via si andava ingrossando. Con questo sistema,
a seconda della quantità di legname a disposizione,
si poteva realizzare anche due o tre piani, detti
"pezzi", avendo l'accortezza di posiszionare
il legname di più grosse dimensioni vicino
al camino e quello più sottile all'esterno
a costituire la " pelle" della carbonaia.
Terminata la "rizzatura" si passa alla
realizzazione del "calzolo", l'anello
costituito da zolle di terra posizionato alla base
della struttura. Con la successiva operazione, "l'
impatticciatura" si ricopre il volume della
carbonaia con erba, o foglie secche al fine di impedire
al successivo strato di terra, distribuito uniformemente
sulla superficie, di penetrare all'interno. A questo
punto la carbonaia è pronta per la fase successiva
della cottura.