La scarbonatura
Una
volta terminata la cottura, la carbonaia si presenta
come un ammasso di terra piuttosto informe. A questo
punto, dopo aver liberato la "piazza"
dalla "paraventa" e badando sempre ad
evitare afflusso d'aria nella massa di carbone,
il carbonaio provvede allo spegnimento e alla "scarbonatura".
La prima operazione è lo smontaggio della
carbonaia, iniziando dal materiale più grossolano,
come il "calzolo" ed i materiali di copertura,
servendosi di uno specifico rastrello in legno,
detto "sommondino", e di una pala. Successivamente
si passa alla "sommondatura", dove per
mezzo dei medesimi strumenti, si inizia a scoprire
la carbonaia.
Nelle primissime ore del giorno seguente, si procede
alla "scarbonatura": l'operazione in cui
si potevano finalmente constatare i risultati di
5 - 7 giorni di fatiche e di attesa. Con il "sommondino"
e con la pala, il carbonaio inizia "a cacciare"
il carbone, avendo cura di spegnere eventuali rinfocolamenti,
separando il carbone dalla terra. Queste operazioni
vengono effettuate servendosi di particolari calzature
con suola in legno, gli zoccoli, al fine di attenuare
il contatto con i carboni ardenti. Il carbonaio
estrae con la pala, il carbone dal cumulo terroso
e lo depone sul piano della "piazza" dove,
viene rastrellato e trascinato a formare un mucchio
lungo il perimetro della "piazza" stessa.
Procedendo nella "scarbonatura", il carbonaio
si avvicina al nucleo centrale della carbonaia cercando
però di non rimuoverlo, ma ricoprendolo con
palate di terra. Dove il fuoco aveva agito più
a lungo, si era prodotto infatti carbone meno buono
e molto sminuzzato che andava estratto per ultimo
tutto insieme. A questo punto il carbonaio era pronto
per l'operazione successiva quella dell'inseccatura
che avrebbe consentito il trasporto del carbone
da parte dei vetturini.