I polverifici
La
diffusione dei polverifici nel territorio del comune
di Chitignano vede due grandi stabilimenti di dimensione
industriale, posti lungo il torrente Rassina, che
scende dalle propaggini della Verna verso l'Arno:
si tratta dei polverifici dei Ciofi e dei Prati,
ed uno stabilimento un po' più piccolo in
località La Casa,
Accanto a questi fioriscono vari "pilli"
dove i privati producono artigianalmente piccoli
quantitativi di polvere da sparo che prendono la
via del contrabbando.
Polvrificio i ciolfi
Salendo per la strada provinciale che da Rassina
porta a Chitignano si incontrano sulla sinistra,
all'altezza del toponimo i Ciofi, tracce di un antico
e importante polverificio, un tempo noto in tutta
la Toscana: si tratta del polverificio Menchini,
del quale si vedono ancora parte degli stabili,
ormai diroccati, destinati alla produzione e al
deposito delle polveri.
In attività almeno dal 1869, viene più
volte ingrandito ed ammodernato; nei decenni successivi
viene dotato di macchinari mossi dalla forza idraulica
fornita dall'acqua prelevata dal torrente Rassina
attraverso un berignolo che alimenta a valle anche
un mulino per cereali. Il polverificio, esercitato
dalla famiglia Menchini, viene distrutto nel 1944
dai tedeschi in ritirata, e riattivato dopo la guerra,
resta in attività fino al 1966. 1 resti dello
stabilimento, ormai in gran parte nascosti dalla
vegetazione, appartengono tuttora ai figli degli
antichi proprietari: la famiglia Menchini, residente
a Rassina.
Polverificio
i prati
L'altro polverificio, organizzato in dimensione
industriale, si trova lungo il torrente Rassina
in località la Buca del Tesoro, prima dell'abitato
di Rosina denominato i Prati e compare in attività
fin dai primi anni dopo l'Unità d'Italia
quando appartiene a un tal Francesco Chisci che
nel 1864 ottiene dal governo il permesso di esercitare
la produzione di polvere da sparo.
Tra la fine Ottocento e i primi anni del Novecento
lo stabilimento conoscerà vari passaggi di
proprietà per approdare nelle mani della
ditta Baschieri e Pellagri, che aveva un altro stabilimento
per la produzione di polvere da sparo a Marano di
Castenaso, nel Bolognese. I nuovi proprietari, titolari
della Società Italiana per la produzione
di acapnia, fecero dello stabilimento di Chitignano
una grande fabbrica nella quale trovavano occupazione
diverse decine di addetti. Lo stabilimento, completamente
recintato, è dotato di macchine alimentate
dalla corrente elettrica prodotta da una centralina
che preleva l'acqua dal torrente Rassina, e produce
sia polvere "nera" da mina, che polvere
da caccia, commerciata dalla ditta bolognese, con
il logo la "Chitignano".
Nel 1944 lo stabilimento viene fatto saltare in
aria dai tedeschi in ritirata e non viene più
ricostruito, mentre la ditta Baschieri e Pellagri
continua ad esercitare la produzione di polveri
nel suo stabilimento di Marano, dove è tutt'ora
attiva.