Regione Toscana Casentino

Abitare nel castello: il signore

Fra i castelli disseminati sui confini e nel territorio del feudo solo alcuni erano abitati stabilmente; il cassero si trasformava allora in PALAZZO padronale pur mantenendo l'imponenza della struttura fortificata come nel caso di Poppi, Castel San Niccolò e Porciano.
La presenza del signore, della sua famiglia e corte introduceva la necessità di organizzare accanto alla abitazione signorile gli ambienti destinati a cucine, magazzini, stalle e abitazioni per la servitù e per tutta quella serie di laboratores che esercitavano le attività di servizio e che potevano garantire una certa autosufficienza del castello e dei suoi abitanti. La residenza signorile introduceva poi varie modifiche nell'architettura castellana: nelle ampie cortine merlate come nelle torri si aprivano finestre più ampie, bifore ornate di trafori e sculture destinate a fornire una migliore illuminazione agli ambienti di vita, e simili a quelle che ornavano le facciate dei palazzi cittadini. Un altro elemento a corredo della residenza signorile era la loggia aperta in corrispondenza delle sale di rappresentanza e degli ambienti destinati alla vita della castellana e delle sue donne. Il signore, se non era impegnato nell' amministrazione della giustizia o nell'attività bellica, faceva vita cavalleresca insieme con i suoi fideles; uno degli esercizi preferiti era la caccia che costituiva uno dei privilegi riservati alla nobiltà. La signora del castello insieme alle sue donne si dedicava alla tessitura e al ricamo, ma nelle sue stanze si cantava, si ballava, si ospitavano musici, poeti e giocolieri che portavano notizie di luoghi lontani e permettevano la circolazione di modelli culturali e forme di vita che superavano gli ambiti del territorio feudale.


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