Regione Toscana Casentino


Castel San Niccolò


"Ciò che colpisce lo straniero in questi luoghi piccoli e lontani da ogni strada principale, sono le imponenti pietre Squadrate del lastricato.
Così scoprii, con mia sorpresa, che l'unica strada disabitata del misero paesello, che custodisce in cima al promontorio roccioso le macerie ciclopiche dell'etrusca Populonia, è lastricata con le più belle pietre squadrate disposte a mosaico", con queste parole Otto Speyer nel 1859 descrive il fortilizio di Castel San Niccolò. Il castello, edificato da un esponente della famiglia comitale dei Guidi, Conti di Modigliana, su un insediamento preesistente denominato Ghianzuolo, non prima del XIII secolo, mostra ancora oggi i caratteri tipici dell'assetto medievale. Il complesso è costituito da tre parti fondamentali: il castello vero e proprio, con la dimora signorile posta vicino al mastio; ai suoi piedi il recinto castellano racchiude un piccolo nucleo di case; più in basso, mentre sulla riva destra del torrente Solano, un gruppo di case sono poste a guardia di un guado, sulla riva sinistra si sviluppa il borgo di Strada in Casentino, antico mercatale posto lungo la strada di comunicazione tra la valle del Solano e Firenze. La fondazione di Castel San Niccolò è legata ad una leggenda; infatti vuole la tradizione che il poggio di Gianzuolo fosse un luogo pericoloso per gli uomini: suoni agghiaccianti e sinistri fenomeni attestavano la presenza di manifestazioni diaboliche. La popolazione locale tento più volte di incasellare il pianoro, ma si scontrava con l'oscura presenza negativa. Infine uno straniero di passaggio propose di impiegare la teca con la reliquia di San Niccolò che portava con se per estirpare il male e procedere quindi all'edificazione. La popolazione con il pellegrino si incammino processionalmente verso il poggio di Gianzuolo riuscendo a scacciare Satana in nome di Dio e del Santo; ma il demonio, rivelatosi in forma di capro rampante sulla roccia destinata a divenire il fondamento del castello, vi avrebbe impresso il segno della sua impronta animalesca. Così segnato dal demonio e fondato sulla forza purificatrice del Santo, il Castello veniva edificato e con il tempo sarebbe divenuto una delle più salde rocche possedute dai Conti Guidi.


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