IL Paesaggio dei Castelli
Configurato dall'alto corso dell'Arno e dalle vallecole
profonde dei numerosi torrenti e fossi suoi affluenti,
il Casentino può essere considerato una "regione
di confine" e come tale interessata da un diffuso
sistema di insediamenti fortificati, sorti a presidio
di strade e valichi, a difesa dei confini feudali,
a controllo di mercatali e ponti.
Nella vallata si verificò fra XI e XII secolo
un generale processo di incastellamento che, dopo
una prima fase di trasformazione e fortificazione
di abitati esistenti, ha visto la fondazione di
strutture castellane e la crescita dei domini feudali
di grandi famiglie come i Guidi e gli Ubertini,
di casate aristocratiche come fiIii Berardi di Banzena
e Partina e i filii Feralmi di Subbiano e infine
del Vescovo aretino, che arrivano a definire dei
veri e propri distretti territoriali di pertinenza.
Dei 20 castra fondati tra I'XI e il XII secolo,
sette risultano di proprietà di laici (Banzena,
Gello, Serra, Soci, Partina, Lorenzano, Subbiano),
nove dei Conti Guidi (Ragginopoli, Castel Castagnaio,
Fronzola, Lierna, Porciano, Papiano, Stia, Romena,
Riosecco) e quattro dell'episcopo aretino (Gressa,
Bibbiena, Moggiona, Montefatucchio). I castelli
dei Guidi sorgevano prevalentemente sulla destra
dell'Arno fino alle pendici
del Falterona, a presidio del Passo della Consuma;
gli Ubertini con il castello di Chitignano esercitavano
la loro signoria nella valle del torrente Rassina;
i castelli del Vescovo di Arezzo occupavano il versante
sinistro dell'Arno e la valle del Corsalone e dell'Archiano,
mentre presidiavano con Subbiano l'entrata in Casentino
da sud. In parallelo alle strutture castellane si
configuravano gli insediamenti plebani, centri significativi
del potere dei due episcopi di Arezzo e Fiesole
che si dividevano la valle. Otto erano le pievi
rurali casentinesi, ad ognuna delle quali era assegnata
una porzione di territorio con i rispettivi centri
abitati, chiese e cappelle. Procedendo da sud a
nord cinque erano le pievi situate lungo il corso
dell'Arno (pieve di Capolona, Socana, Buiano, Romena
e Stia); una lungo il corso del Solano (la pieve
di Valdo) e due lungo il fiume Archiano (la pieve
di Partina e quella di Bibbiena). Altre ripartizioni
del territorio erano costituite dalle curtes e dai
casales. Proprio il sistema curtense era alla base
dell'organizzazione territoriale adottata nel periodo
precedente l'incastellamento.