Musica Sacra, musica Profana
La
musica medievale è caratterizzata da due
diversi filoni, uno sacro, quello del canto gregoriano,
ed uno laico, quello dei trovatori e dei trovieri.
Si intende con la designazione di canto gregoriano
tutto il complesso della musica fiorita durante
il Medioevo in seno alla chiesa, dalle origini del
cristianesimo fino alla nascita della polifonia.
Esso era musica vocale monodica, inquadrata negli
schemi della liturgia cattolica.
A fianco alla musica di chiesa, ed in antitesi ad
essa, nacque nell'alto Medioevo anche un genere
musicale popolare, di cui però non abbiamo
testimonianze se non indirette, da testi di condanna
da parte del mondo ecclesiastico. Tale musica era
cantata dai saltimbanchi, probabilmente discendenti
dagli istrioni del mondo latino. Ed in latino inizialmente
le loro musiche erano cantate: un esempio sono i
Carmina burana, una raccolta di canti goliardici,
nei quali però già si può notare
come alla lingua di stato si mescolino progressivamente
elementi degli idiomi volgari. E' in questo contesto
che nacquero le prime canzoni profane totalmente
in lingua volgare, come ad esempio quelle della
Francia meridionale, scritte in lingua d'oc e cantate
dai trovatori, o quelle nate nella Francia settentrionale,
in lingua d' oil e cantate dai trovieri. Temi principali
di queste canzoni erano l'adorazione della donna
con artificiose espressioni di omaggio cavalleresco,
esaltazione dei modelli della società aristocratica
dell'epoca (modelli cortesi). Esse venivano spesso
diffuse dal giullare o dal menestrello, sorta di
cantore o giocoliere ambulante, con qualcosa del
saltimbanco e dell'aedo, che tipicamente si accompagnava
con qualche strumento a corda come ad esempio la
cetra. Commisto del carattere laico e di quello
ecclesiastico sono sicuramente le laude, canzoni
religiose in volgare, diffusesi in Italia tra le
masse popolari grazie alla poesia trovadorica, il
francescanesimo e i movimenti flagellanti. Verso
la fine del Medioevo si diffuse il primo tipo di
musica polifonica, di cui abbiamo esempi sottoforma
di contrappunti, ballate e madrigali.