La Solmisazione
Guido
d'Arezzo fondò sull'esacordo il suo sistema
di SOLMISAZIONE, sistema teorico e metodo
di solfeggio cantato, che per parecchi secoli fu
adottato nella didattica e nella pratica musicale.
Il metodo perfezionato da Guido per insegnare a
cantare a prima vista si basava sul ricordare un
particolare modello melodico che si sviluppava secondo
lo schema do, re, mi, fa, sol, la. Per ricordare
tale modello, indicò che ciascuna delle frasi
di un inno allora molto diffuso, UT QUEANT LAXIS,
iniziava con una delle note dello schema in ordine
ascendente. Le frasi erano: Ut queant laxis / Resonare
fibris / Mira gestorum/ Famuli tuorum / Solve polluti
/ Labi i reatum / Sancte johannes. Da queste si
ricavarono i nomi delle note così come ancora
oggi le impariamo: ut (sostituito dal do), re, mi,
fa, sol, la; successivamente dalle iniziali delle
parole Sancte Johannes si ricavò anche la
nota si. Questo esacordo poteva essere posto in
diversi punti della scala: ad esempio poteva cominciare
dal do, dal sol, o dal fa. Nel primo caso l'esacordo
era detto naturale, nel secondo era chiamato duro
e nel terzo era detto molle.
L'espediente
proposto da Guido d'Arezzo
consentva, a chi voleva imparare a cantare a prima
vista, di distinguere i suoni dell'esacordo in ordine
alle loro relazioni fisse a prescindere dalla loro
altezza effettiva e quindi indipendentemente dal
fatto che lo stesso esacordo partisse appunto dal
do, dal sol o dal fa; la successione ut, re, mi,
fa, sol, la quindi, designava indifferentemente
l'esacordo naturale, l'esacordo duro o l'esacordo
molle e i suoni relativi. Nel caso in cui si doveva
imparare una melodia che superava l'estensione di
sei note, bisognava spostarsi da un esacordo all'altro.
Questo spostamento veniva realizzato con un procedimento
chiamato "mutazione", che comportava il
cambiamento della denominazione dei nuovi suoni:
ad esempio, se si passava da un esacordo naturale
a un esacordo molle il suono che prima si chiamava
la, come nell'attuale successione do, re, mi, fa,
sol, la, prendeva il nome di mi in quanto formava
semitono col fa corrispondente all'attuale si bemolle
della successione fa, sol, la, si bemolle, do, re.