Talla
Il
castello di Talla, insieme a quello di Capraia e
Pontenano, costituisce il sistema difensivo tra
il Pratomagno e il Casentino.
Come Castel Focognano, Castel San Niccolò,
Raggiolo e Quota, Talla era un castello posto a
controllo di una delle valli trasversali che permettevano
l'accesso al Valdarno casentinese, dominato da una
feudalità locale fra cui si distinguevano
le grandi casate dei Conti Guidi di Poppi e dei
Tarlati di Arezzo.
Il castello di Talla risulta appartenere alla famiglia
Ardinghi, signori di Catenaia, fino al 1249, anno
in cui il possesso passa agli Ubertini di Chitignano;
dal 1314 fu compreso nei domini della famiglia dei
Tarlati, ed entrò a far parte delle Visconterie
Montane. Nel 1353 i discendenti degli Ubertini cedettero
al comune di Arezzo i castelli di Talla, Bagnena
e Campovecchio; del 1384 è la definitiva
sottomissione a Firenze che comportò la demolizione
della fortificazione.
Il nucleo medievale, denominato la CASTELLACCIA,
comprende la supposta casa natale di Guido d'Arezzo
e la chiesa di San Niccolò, quest'ultima
fatta risalire all'anno mille, ed è posto
su un'altura alla confluenza del torrente Lavanzoni
con il Talla; nessuna traccia resta dell'antica
fortificazione. Ai suoi piedi si sviluppa il borgo,
raccolto intorno al mercatale, nelle vicinanze del
corso d'acqua e del ponte.